Questo sito utilizza cookies propri e di altri siti. Se vuoi saperne di più. Continuando la navigazione ne autorizzi l'uso.

La via della seta

Massimo Paniccia: il memorandum d'intesa è una moneta a due facce



Gli accordi conclusi a Roma sulla cooperazione economica, finanziaria e commerciale fra l’Italia e la Cina schiudono prospettive di straordinaria importanza per l’Italia e anche per il Friuli Venezia Giulia, date le implicazioni con il porto di Trieste, e possono ridare slancio a un’economia ancora provata. E’ quanto dichiara Massimo Paniccia, Presidente di Confapi FVG.

La Cina nel 2017 ha testualmente introdotto la Via della seta nella propria costituzione come “strumento di proiezione geopolitica”. Si tratta di un salto di qualità, perché la Cina non pensa più ad espandere le proprie esportazioni - le quali, peraltro, rispetto al passato non puntano più solamente sul basso costo dei fattori produttivi, ma su una altissima tecnologia (come programmato nel piano China Manufacturing 2025) -, bensì a esercitare la propria influenza politica nel mondo avvalendosi della propria potenza economica.

In questo genere di relazioni i rapporti di forza fra i contraenti - continua Paniccia - contano molto di più di quanto è scritto negli accordi medesimi e tutti hanno ben presente lo sbilanciamento a favore del colosso orientale.

La Cina e le relazioni che si possono dischiudere tra i due Paesi sono una vera opportunità per nicchie produttive di eccellenza che possono statisticamente contare su un grandissimo moltiplicatore di domanda da gestire con prudenza cercando di preservare il know how. Opportunità che racchiudono anche rischi che è bene non sottovalutare.

Udine, 1 aprile 2019