Gennaio 2021

Confapi: il nuovo regolamento "Default" bancario deve essere sospeso per le PMI


In una lettera al Governo Italiano e ai principali rappresentanti delle istituzioni dell'Unione Europea Confapi, Confederazione italiana delle piccole e medie industrie private, e Membro dell’Associazione degli imprenditori europei, ha espresso congiuntamente ad altre associazioni imprenditoriali e bancarie serie preoccupazioni in merito al regolamento dell'Unione Europea 171/2018 - in vigore dal 1 ° gennaio 2021 in tutti i paesi dell'UE. In effetti questo regolamento va a rendere la condizione delle imprese ancora più difficile, esacerbando l'attuale crisi economica.

Nell’intento di armonizzare le regole tra i diversi Paesi della UE il nuovo regolamento finisce con lo stabilire criteri e metodi molto più restrittivi per la classificazione del “default” bancario. Secondo le nuove disposizioni, le persone fisiche e le PMI saranno considerate in default quando avranno superato i 100 euro e l'1% dell’esposizione verso le banche, mentre il limite per le altre società (non classificate come PMI) è di 500 euro con sempre l'1% dell’esposizione. Tutti questi soggetti saranno considerati inadempienti se la violazione si protrarrà per più di 90 giorni. Per tornare in bonis, l'impresa dovrà attendere altri 90 giorni consecutivi a partire da quello in cui si sana lo stato di default. Diversamente il default permane e in via teorica riparte il calcolo dei 90 giorni.

Questo nuovo regolamento interesserà non solo le singole società, ma avrà un impatto anche su tutte le società controllate o partecipate.

Secondo Maurizio Casasco, Presidente CONFAPI e Primo Vicepresidente CEA-PME, è urgente sospendere subito questo regolamento con riguardo alle PMI. L'imprevedibile gravità della crisi richiede reazioni rapide e pragmatiche, per prevenire serie conseguenze economiche e sociali.

Riportiamo il testo del comunicato pubblicato sulla prima edizione 2021 della Newsletter CEA-PME.

CONFAPI: New Credit "Default" Regulation Must Be Suspended for SMEs

Confapi, the Italian Confederation of small and medium sized private industries and European Entrepreneurs Member, expressed serious concerns about the European Union regulation 171/2018 – in force since 1 January 2021 in all EU countries – by sending a letter to the Italian government and, together with other entrepreneurs association and banks national association, to the leading representatives of the EU institutions. Actually this regulation would make life for business even more difficult, exacerbating the current economic crisis.

The new regulation establishes much more restrictive criteria and methods for the classification of the credit “default” in order to harmonize rules among different EU countries. According to the new provisions, individuals and SMEs will default when exceeding 100 euros and 1% of the bank agreement, while the limit for other companies (not classified as SMEs) is of 500 euros and still 1% of the agreement. They will be considered in default when the breach occurs for more than 90 days. To return to a performing status, the company will need to wait another 90 consecutive days starting from the one in which the default is remedied, otherwise, the default remains and theoretically the time calculation restarts.

This new regulation will affect not only single companies, but it might have an impact on all subsidiaries or affiliated companies as well.

According to CONFAPI President and CEA-PME First Vice-President Maurizio Casasco (left), an urgent suspension of this regulation for SMEs is urgently needed. The unpredictable severity of the crisis requires swift and pragmatic reactions, preventing severe economic and social consequences.